Paola Rogliani,  Cattedra di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Dipartimento di Medicina dei Sistemi, Università di Roma “Tor Vergata”; Cecilia Calabrese, Cattedra di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Dipartimento di Scienze Cardiotoraciche e Respiratorie, Seconda Università di Napoli   INTRODUZIONE La BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva) è una malattia caratterizzata da un’aumentata o abnorme risposta infiammatoria dei polmoni a particelle inalate e gas, generalmente fumo di sigarette, cui si associa un progressivo declino della funzione polmonare. In essa si osserva l’infiltrazione delle vie aeree inferiori e del parenchima polmonare da parte di neutrofili, macrofagi e linfociti T attivati (le cellule Tc1 e Th1) (1). Obiettivo principale della terapia della BPCO è rappresentato, dunque, dalla soppressione della risposta infiammatoria. Attualmente gli antiinfiammatori utilizzati nel paziente affetto da BPCO sono i corticosteroidi e il roflumilast, un’inibitore dell’enzima fosfodiesterasi 4. Il roflumilast è l’unico farmaco antiinfiammatorio in grado di ridurre la frequenza di riacutizzazioni e di migliorare la funzionalità polmonare nei pazienti affetti da BPCO di grado moderato-grave, altre molecole sperimentali

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