Nicola Cucurachi  Unità di Medicina Legale – Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali  –  S.Bi.Bi.T. Università degli Studi di Parma Il tema del consenso informato del paziente è ormai da decenni argomento al centro del dibattito dottrinale e deontologico (1-7) ed oggetto di risalente interesse giurisprudenziale (Cass. Civ., sez. III, n. 3604/19821) in quanto considerato elemento essenziale per la liceità dell’atto medico. Il consenso informato all’atto medico è l’espressione della salvaguardia dei più alti ed inviolabili diritti dell’individuo, di rilevanza costituzionale (artt. 2, 13 e 32 cpv della Costituzione), quali quelli di libertà e di salvaguardia del benessere psico-fisico dell’individuo attraverso la valorizzazione delle esigenze del paziente e delle preferenze individuale nelle modalità, mezzi, tempi, benefici e rischi delle procedure mediche. Ciononostante, i contributi interpretativi e gli interventi della Suprema Corte continuano ad apparire numerosi a riprova della persistenza di elementi di incertezza da parte dei protagonisti (medici e pazienti) e di perdurante evoluzione nella valutazione giuridica. Emerge

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