Mario Silva, Nicola Sverzellati  Department of Surgical Sciences, Radiology, University of Parma Negli ultimi 20 anni, i programmi di screening del tumore polmonare hanno consentito un aumento della diagnosi di neoplasie in stadio precoce (1). In questo ambito, la diagnostica per immagini ha da sempre giocato un ruolo centrale nello screening del tumore polmonare, grazie alla possibilità di rilevare alterazioni polmonari, anche di dimensioni esigue (2). In particolare, l’introduzione della tomografia computerizzata a bassa dose (low-dose computed tomography: LDCT) ha portato ad un aumento di sensibilità nella detezione di noduli polmonari estremamente piccoli (3-23). Secondo la correlazione fra nodulo polmonare e neoplasia, la LDCT consente attualmente di diagnosticare tumori in stadio precoce con conseguente miglioramento della sopravvivenza. Negli Stati Uniti d’America, il National Lung Screening Trial (NLST) ha dimostrato una riduzione del 20% della mortalità in fumatori partecipanti allo screening tramite LDCT, rispetto ai partecipanti valutati con la sola radiografia del torace (24).

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