Titolo: Asma in gravidanza. Revisione della letteratura, analisi dei dati originali raccolti nell’ambito di un’ampia indagine epidemiologica nella popolazione generale e considerazioni bioetiche
Relatore: Chiar.mo Prof. Angelo Guido Corsico1,2
Correlatore: Chiar.ma Prof.ssa Maria Giovanna Ruberto3
1Unità di Pneumologia, Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Medica, Università di Pavia, IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia;
2SC Pneumologia, Dipartimento Scienze Mediche e Malattie Infettive, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia;
3Unità di Medicina Legale e Scienze Forensi, Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina sperimentale e forense, Università di Pavia
Tesi sperimentale di laurea di: Claudio Tirelli1
Anno Accademico 2014/2015

L’asma bronchiale costituisce la più comune patologia polmonare in gravidanza, complicando dal 3,7 all’8,4% delle gravidanze.
I dati in letteratura, derivanti da studi piuttosto datati o condotti in ambiti selezionati, sembrano mostrare che durante la gravidanza una uguale percentuale di donne presenta un miglioramento, un peggioramento o una stabilità dell’asma (1/3 migliora, 1/3 peggiora, 1/3 rimane stabile) (1-4).
Scopo del nostro studio è stato di valutare quale sia attualmente, in real life, la percentuale di donne in gravidanza nelle quali si osserva un peggioramento dell’asma e individuarne i fattori di rischio, con particolare riferimento a quelli modificabili.
Sono stati presi in considerazione i 1909 soggetti che hanno completato la fase clinica in 4 centri (Verona, Torino, Pavia, Sassari) partecipanti allo studio Gene-Environment Interactions in Respiratory Diseases (GEIRD). GEIRD è uno studio multi caso- controllo nidificato, dove i casi e i controlli sono identificati dalla popolazione generale di 8 centri italiani tramite un protocollo a due stadi (questionario di screening e esame clinico) in coorti preesistenti (ECRHS, ISAYA) e in un nuovo campione casuale (5).
Dei 1909 soggetti che hanno effettuato l’intervista clinica, 978 erano donne (51%) e 1129 avevano risposto affermativamente alla domanda «Ha mai avuto l’asma?»; tra coloro che avevano risposto positivamente alla domanda sull’asma 196 erano donne (età media 44±9 anni), e 58 avevano avuto almeno una gravidanza.
I principali risultati del nostro studio sono che: durante la gravidanza l’asma migliorava nel 24% delle pazienti, peggiorava nel 22%, ed era rimasto invariato nel 34% (Figura 1); a distanza di anni dal parto 1/3 delle donne che avevano avuto una gravidanza aveva un asma non ben controllato e questa percentuale era significativamente maggiore nelle donne in cui l’asma era peggiorato durante la gravidanza rispetto alle altre; la percentuale di donne con asma bronchiale fumatrici o ex-fumatrici (31% vs 48%, p<0,05) era significativamente minore fra le donne che avevano avuto una gravidanza; non vi erano differenze della gestione farmacologica dell’asma fra le donne che avevano avuto o non avevano avuto una gravidanza ma la percentuale di donne che erano sottoposte regolarmente a visite di controllo per l’asma, anche se modesta, era più alta tra le donne che avevano una gravidanza (Tabella 1).

A nostra conoscenza, questo è l’unico studio che descrive l’asma in gravidanza, il suo controllo e i potenziali determinanti in un campione di donne con asma della popolazione generale in Italia. Sia pure con alcuni limiti, questo studio trasmette un messaggio importante, perché è una delle prime indagini che mostrano che 1/3 delle donne che avevano avuto una gravidanza ha un’asma non controllato a distanza di anni dal parto e questa percentuale è significativamente maggiore rispetto alle donne che non avevano avuto gravidanze. Questo deve anche fare riflettere riguardo alla possibilità che vi sia stata una sospensione o riduzione della terapia in gravidanza con un rischio potenziale per il nascituro. È noto infatti che molte pazienti asmatiche, nel momento in cui intraprendono una gravidanza, tendono a modificare, ridurre o addirittura sospendere la terapia antiasmatica, temendo possibili effetti negativi per il feto (6-9).
Tutto questo ci pone di fronte ad un problema etico: come comportarci nei confronti delle donne che modificano la loro terapia, temendo possibili effetti negativi per il bambino? Sarebbe meglio cercare di tutelare la salute della donna che è affetta da una patologia certa o salvaguardare quella del feto da un rischio che è solo potenziale?
Una possibile soluzione è giungere ad un approccio condiviso e patient-taylored, studiato e modellato per la singola paziente dallo specialista Pneumologo coinvolgendo il Medico di Medicina Generale e il Ginecologo di fiducia (10, 11).

BIBLIOGRAFIA
1. Turner ES, Greenberger PA, Patterson R. Management of the pregnant asthmatic patient. Ann Intern Med. 1980; 93: 905-918.
2. Kircher S, Schatz M, Long L. Variables affecting asthma course during pregnancy. Ann Allergy Asthma Immunol. 2002; 89: 463-466.
3. Schatz M, Dombrowski MP. Asthma in Pregnancy. N Engl J Med 2009; 360: 1862-1869.
4. Murphy VE. Managing asthma in pregnancy. Breathe. 2015; 11: 258-267.
5. De Marco R, Accordini S, Antonicelli L, Bellia V, Bettin MD, Bombieri C, et al.; GEIRD Study Group. The Gene- Environment Interactions in Respiratory Diseases (GEIRD) Project. Int Arch Allergy Immunol. 2010; 152 (3): 255-263.
6. Enriquez R, Wu P, Griffin MR, Gebretsadik T, Shintani A, Mitchel E et al. Cessation of asthma medication in early pregnancy. Am J Obstet Gynecol 2006; 195: 149-153.
7. National Heart, Lung, and Blood Institute, National Asthma Education and Prevention Program Asthma and Pregnancy Working Group. NAEPP Expert Panel Report. Managing asthma during pregnancy: recommendations for pharmacologic treatment – 2004 update. J Allergy Clin Immunol. 2005; 115: 34-46.
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9. Schatz M, Leibman C. Inhaled corticosteroid use and outcomes in pregnancy. Ann Allergy Asthma Immunol. 2005; 95: 234-238.
10. Steinberg JA. Perception versus reality: The saga of inhaled asthma controller medication and fetal risk. J Allergy Clin Immunol. 2015; 135: 131-132.
11. Lim AS, Stewart K, Abramson MJ, George J. Management of asthma in pregnant women by general practitioners: a cross sectional survey. BMC Fam Pract. 2011; 12: 121.