Angelo G. Corsico Fondazione IRCCS, Policlinico S. Matteo, Università degli Studi di Pavia L’asma bronchiale, una delle prime cinque malattie croniche al mondo, colpisce 300 milioni di persone, di cui circa 30 milioni in Europa. In Italia la sua prevalenza varia dal 4% al 13% a seconda delle fasce di età. L’asma è una malattia eterogenea, generalmente caratterizzata da infiammazione cronica delle vie aeree; viene definita da una storia di sintomi respiratori come tosse, senso di costrizione toracica e respiro sibilante che sono associati a ostruzione al flusso aereo. Sia i sintomi che l’ostruzione variano nel tempo e nell’intensità, talvolta in modo imprevedibile (1). Oggi abbiamo a disposizione farmaci estremamente efficaci per il trattamento a lungo termine dell’asma bronchiale, in particolare le combinazioni di corticosteroidi inalatori e broncodilatatori b2-agonisti a lunga durata d’azione (ICS/LABA) e, per i pazienti con asma grave, i farmaci biologici come Omalizumab, Mepolizumab, Benralizumab e Dupilumab

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