Maria Giovanna Ruberto, Matteo Moretti Istituto di Medicina Legale, Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense, Università degli Studi di Pavia Domenica sera, ricevo un messaggio da una ex studentessa di infermieristica con cui sono rimasta in contatto, una delle migliori che io abbia avuto. Intelligente, appassionata, della categoria rara dei professionisti che continuano a farsi ed a fare domande. La chiamo perché capisco che il tema è delicato e complicato e che è turbata da qualcosa. Mi chiede un parere “etico” in merito ad una situazione che ha vissuto durante l’ultima guardia. Un paziente in condizioni critiche, confuso anche a causa delle terapie, ha continuato ad agitarsi per ore, hanno provato in tutti i modi a tranquillizzarlo, poi il medico ha richiesto una contenzione fisica. Ha eseguito, ha continuato a monitorare il paziente, ha visto che la contenzione lo agitava ancora di più, perché è una persona che

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