Andrea Gramegna1, Stefano Aliberti2, Francesco Blasi1 1Department of Pathophysiology and Transplantation, Università degli Studi di Milano, Head Cardio-thoracic unit and Cystic Fibrosis Adult Center, Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano; 2Scuola di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano Bicocca, Clinica Pneumologica, AO San Gerardo, Monza INTRODUZIONE Le bronchiectasie sono dilatazioni irreversibili a carico di una porzione dell’albero bronchiale. Questa condizione è l’esito di processi patologici che portano dall’infiammazione cronica al danneggiamento della parete bronchiale, che diventa quindi iperplastica con presenza di aree di erosione e metaplasia squamosa. Il lume bronchiale è spesso stipato di tappi di muco e cellule infiammatorie. Frequentemente alle bronchiectasie si associano fenomeni di air-trapping, che sono l’espressione di alterazioni patologiche a livello bronchiolare (1). Attualmente, la tecnica gold standard per la diagnosi di bronchiectasie è rappresentata dalla tomografia computerizzata del torace ad alta risoluzione (2). Tra le di-verse cause di bronchiectasie, una

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