Cecilia Calabrese1, Pasqualina Gaglione1, Paola Rogliani2 1Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli; 2Università di Roma “Tor Vergata” Le linee guida internazionali per il trattamento dell’asma bronchiale riconoscono due obiettivi terapeutici principali: il controllo dei sintomi e la riduzione del rischio futuro che include, a sua volta, la prevenzione delle riacutizzazioni e della perdita della funzionalità polmonare, minimizzando al contempo gli effetti collaterali dei farmaci (1). I broncodilatatori beta2 agonisti adrenergici consentono il raggiungimento del primo obiettivo: quelli a rapida insorgenza ma breve durata d’azione (SABA), come il salbutamolo o la terbutalina, alleviano rapidamente i sintomi, mentre i beta2-agonisti a lunga durata d’azione (LABA) consentono un controllo dei sintomi per una durata di 12 o 24 ore. Fra i LABA vi è il formoterolo che ha un inizio d’azione rapido ed una durata d’azione di 12 ore e può essere utilizzato, quindi, per ottenere un rapido sollevo dei sintomi con una

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