Marco Confalonieri1, Barbara Ruaro2 1Professore Associato Malattie dell’Apparato Respiratorio, Direttore SC Pneumologia, ASUGI, Direttore Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università degli Studi di Trieste;2European PhD, SC Pneumologia, ASUGI, Trieste Per tanto tempo solo un mito o poco di più Negli ultimi venti anni si è diffusa la ricerca sulle cellule staminali e la medicina rigenerativa è diventata una disciplina scientifica in continua espansione (1). È noto che una delle caratteristiche distintive dei sistemi viventi, che li distinguono per esempio dai macchinari costruiti dall’uomo, è la loro capacità di guarire e di ripararsi. Eppure per secoli la medicina e le conoscenze ad essa legate si sono sviluppate a prescindere dalle capacità rigenerative dei tessuti umani. Un mito classico adottato da molti biologi come simbolo della medicina rigenerativa è stato quello di Prometeo, il titano incatenato ad una roccia da Zeus dove un’aquila durante il giorno gli mangiava il fegato,

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