Secondo Auguste Comte, filosofo positivista francese della prima metà dell’800, grazie all’opera di diffusione di una mentalità scientifica sarebbe stata possibile una ristrutturazione globale dell’assetto sociale. Si trattava di un momento storico speciale in cui stavano per avvenire importanti cambiamenti scientifici, politici e industriali. Comte immaginava una società stabile governata da un’élite di scienziati che avrebbe applicato metodi scientifici per risolvere i problemi dell’umanità e migliorarne le condizioni sociali. Comte utilizzò per primo il termine “Sociologia”, o scienza “fisica sociale”, che avrebbe dovuto privilegiare il metodo comparativo e il metodo storico, considerando quindi l’organizzazione e l’evoluzione della società occidentale in rapporto con i modelli riscontrabili nelle altre società e nel passato. L’organizzazione della società doveva essere regolata dal principio del consensus ovvero “l’evidente armonia spontanea che deve sempre tendere a regnare fra l’insieme e le parti del sistema sociale”. L’umanità, entrata nello stadio positivo, sarebbe riuscita a conciliare ordine e

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