Pierluigi Paggiaro, Manuela Latorre Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Biomolecolare e di Area Critica, Università di Pisa; SD Fisiopatologia e Riabilitazione Respiratoria, Università AOUP, Pisa   L’asma grave è attualmente il problema maggiore di chi si occupa di asma, in quanto questi pazienti, anche se poco numerosi, hanno tuttavia un insufficiente controllo della malattia e conseguentemente una scarsa qualità di vita, e richiedono un carico elevato di terapia e consumano oltre la metà delle risorse sanitarie destinate all’asma. Quindi tutte le possibili strategie che possono migliorare il controllo dell’asma in questi pazienti “difficili” sono ovviamente benvenute. Escludendo tuttavia la terapia regolare con corticosteroidi orali, gravata da evidenti e talora gravi effetti collaterali, e dato comunque l’elevato costo di qualsiasi procedura terapeutica aggiuntiva alla terapia farmacologica standard, è necessaria una accurata “personalizzazione della terapia” per poter avere una elevata probabilità di effi-cacia della terapia prescelta (1). Le opzioni terapeutiche attuali (o

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