Antonio Gianfelici1, Bruno Donatucci2, Annamaria Salvati2 1Presidente Associazione Medico Sportiva di Roma, FMSI, Roma; 2Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport e dell’Esercizio fisico, Università degli Studi “Tor Vergata”, Roma “L’esercizio vigoroso da una parte protegge, dall’altra espone a rischio”. Questo aforisma estrapolabile dal lavoro di Siskovic del 1984 (1) contiene i presupposti scientifici che sono alla base delle norme della tutela della salute per coloro che praticano attività sportiva. Tuttavia già il “comitato dei diciotto” che si occupò di redigere la Costituzione della Repubblica Italiana, presentata nel dicembre 1947, aveva tracciato le basi per quelle leggi che si sono articolate di seguito. La Legge 28 dicembre 1950, n. 1055 (2), recante norme di “tutela sanitaria delle attività sportive” affida ai medici della Federazione Medico Sportiva (FMSI) la tutela sanitaria delle attività sportive, prevedendo una certificazione di idoneità specifica, per gli sportivi professionisti e per i dilettanti con retribuzione abituale,

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