Maurizio Moretti U.O. di Pneumologia, Azienda Sanitaria Nord-Ovest, Massa-Carrara I pazienti con broncopatia cronica ostruttiva (BPCO) ospedalizzati per una severa riacutizzazione della patologia sviluppano spesso una insufficienza respiratoria acuta ipossiemico-ipercapnica (IRA) il cui trattamento di elezione è la ventilazione meccanica non invasiva (VMNI) (1). Alcuni di questi pazienti, severamente compromessi dal punto di vista funzionale respiratorio, mantengono anche nella fase di recupero clinico una insufficienza respiratoria cronica (IRC) ipossiemico-ipercapnica compensata. In questa fase avanzata della malattia le opzioni terapeutiche in grado di modificare il decorso clinico sono limitate: il trattamento farmacologico standard, la fisiochinesiterapia respiratorie e soprattutto l’ossigenoterapia a lungo termine. La VMNI domiciliare potrebbe rappresentare un ulteriore supporto terapeutico nel trattamento cronico della patologia, ma le evidenze cliniche sono discordanti. Scopo del Journal Club è di esaminare brevemente i pro vs con della VMNI domiciliare nella BPCO partendo da una disamina sull’argomento recentemente pubblicata (2). Numerosi studi sono stati

Questo contenuto è riservato ai membri del sito. Se sei un utente già esistente, fai il login. I nuovi utenti possono registrarsi qui sotto.

Existing Users Log In