Elettra Aldani Scrittrice e giornalista. Editorialista di costume per Elle Italia La scorsa estate mi è caduto lo smartphone in mare. Ultimo modello di iPhone, nuovo di zecca. Tutto il mio mondo – foto, documenti, posta, agenda, musica – colato a picco in un secondo. Pluf, addio. Chi ha provato sa. A parte il valore monetario dell’oggetto (ti girano le scatole, poche storie) quello che subentra è un senso di perdita incolmabile. Un vuoto assoluto, uno sperdimento improvviso. Una specie di silenzio interiore, assordante. Siccome era caduto sul bagnasciuga, in pochi centimetri d’acqua, ho potuto ripescarlo. Subito si è formato il capannello degli amici contriti e partecipi, come quando ti si è fatto male un figlio e tutti corrono a vedere e prestare aiuto. Devi metterlo nel sale grosso per tre giorni, mi ha spiegato uno, devi asciugarlo col phon, ha detto un altro, devi avvolgerlo nella carta di giornale,

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