Leonardo Antonicelli1, Cecilia Calabrese2 1SOD Allergologia, Dipartimento di Medicina Interna, Ospedali Riuniti Ancona; 2Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli Negli ultimi 27 anni, terapia e modalità di gestione dell’asma bronchiale sono state costantemente governate dalle linee guida GINA e, nonostante qualche “mugugno” (1), la loro autorevolezza non è mai stata posta in discussione. Nel settembre 2017 due articoli, dell’European Respiratory Journal (2) e di Lancet (3) rispettivamente, firmati da autorevolissimi cultori della materia, hanno improvvisamente scosso dalle fondamenta l’impostazione delle Linee Guida GINA, suggerendo robusti correttivi all’impianto finora accettato. Il primo articolo (2) si concentra sui paradossi che sono presenti nel modello concettuale delle attuali Linee Guida GINA, potenzialmente implicati nella perdurante difficoltà della loro implementazione nella pratica quotidiana (Tabella 1). Tali “contorsioni” logiche hanno avuto importanti conseguenze cliniche quali la scarsa aderenza del paziente alla terapia e il persistente abuso di broncodilatatori a breve durata d’azione (SABA). Quest’ultimo è

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