Matteo Vigna1, Piero Ceriana2 1Unità di Pneumologia riabilitiva, ICS S. Maugeri, Pavia; 2Unità di Pneumologia riabilitiva, ICS S. Maugeri, Pavia La ventilazione meccanica non invasiva (non invasive ventilation, NIV) ha riconosciuto negli ultimi 20 anni un utilizzo crescente e sempre più diffuso con differenti indicazioni nella gestione del paziente con insufficienza respiratoria (1, 2). A seconda del contesto clinico, la NIV può trovare infatti un ruolo nella prevenzione del peggioramento dell’insufficienza respiratoria al fine di evitare l’intubazione o la reintubazione oro-tracheale, essere utilizzata come supporto alla muscolatura respiratoria in fase di svezzamento della ventilazione meccanica invasiva o, ancora, essere utilizzata come trattamento palliativo nella gestione della dispnea nel paziente terminale (1). Le ultime linee guida condivise ATS/ERS del 2017 relative all’utilizzo della NIV nel paziente con insufficienza respiratoria acuta distinguono condizioni che ormai trovano una solida base in letteratura, favorevole o contraria, all’utilizzo della NIV ed altre che necessitano al

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