2Andrea Melani1, Maurizio Moretti2 1UOC Fisiopatologia e Riabilitazione Respiratoria, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, Siena 2U.O. di Pneumologia, Azienda USL 1, a flusso pulsato   In molti soggetti con malattie respiratorie la concentrazione di ossigeno nell’aria inspirata è insufficiente a garantire valori accettabili di ossiemia. La ossigenoterapia prevede la somministrazione di ossigeno in modo da aumentare la percentuale di ossigeno nell’aria inspirata rispetto a quella atmosferica. L’ossigenoterapia domiciliare continuativa di lungo termine (OLT) ha le sue basi in 2 fondamentali studi condotti negli anni ’80 (11, 13). Tali studi hanno mostrato che erogare ossigeno per almeno 16 ore al giorno in soggetti ipossiemici (PaO2<60 mmHg a riposo in aria ambiente) con broncopneumopatia cronica ostruttiva in modo da correggere tale ipossiemia aumentava la sopravvivenza. Da allora le indicazioni mediche per OLT sono rimaste sostanzialmente le stesse, mentre la tecnologia ha fatto significativi progressi. Uno degli sviluppi, brevemente analizzato in questo articolo, consiste

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