Annalisa Cogo Centro Studi Biomedici Applicati allo Sport, Università di Ferrara Salendo di quota, il clima si modifica rendendo necessari degli adattamenti dell’organismo alla nuova situazione ambientale. Il polmone è il cancello tra l’ossigeno ambientale e l’organismo e durante l’esposizione all’altitudine svolge un ruolo fondamentale, finalizzato a ottimizzare l’ossigenazione periferica. Oltre a svolgere questo ruolo attivo, però, il polmone ha anche un ruolo “passivo” e va incontro ad alcune modificazioni, che possono in rari casi sfociare in una delle due forme gravi di mal di montagna acuto, l’edema polmonare d’alta quota. IL CLIMA DI MONTAGNA La prima e più caratteristica modificazione è la riduzione della pressione barometrica cui consegue, inevitabilmente, una riduzione della pressione inspiratoria dell’ossigeno che, come noto, è sempre il 20,9% della pressione barometrica (PIO2 = [PB-47] x 0,2094). Quindi, salendo di quota, siamo esposti a una progressiva ipossia. In particolare, la pressione barometrica già a 3.000 metri

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