Micaela Romagnoli U.O.C. Pneumologia, Dipartimento di Medicina Specialistica e di Laboratorio, Ospedale Santa Maria Cà Foncello, Treviso Le interstiziopatie polmonari diffuse (ILD) rappresentano un’ampia ed eterogenea categoria di patologie polmonari, spesso ad eziologia sconosciuta, che richiedono frequentemente l’indicazione ad una caratterizzazione istologica durante la discussione multidisciplinare dei casi con pattern radiologico/clinico di non-definite UIP/IPF (1, 2). Fino a circa 10 anni fa, vi erano due possibili modalità bioptiche per ottenere biopsie polmonari nella caratterizzazione diagnostica delle malattie polmonari interstiziali diffuse: la biopsia polmonare chirurgica (SLB), e la biopsia polmonare transbronchiale (TBB) eseguita durante broncoscopia. La SLB permette di ottenere campioni di tessuto polmonare di grandi dimensioni (diversi centimetri in dimensioni maggiori), di solito tramite chirurgia toracoscopica video-assistita (VATS). La TBB invece, per la quale si utilizza una pinza bioptica tradizionale introdotta nel canale operativo di un broncoscopio flessibile, ottiene campioni bioptici di piccole dimensioni, dell’ordine di 1-3 mm, spesso con

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