Mauro Pavone, Carlo Vancheri Centro di Riferimento Regionale per le Malattie Rare del Polmone, A.O.U. “Policlinico-San Marco”, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Catania La Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF) è una patologia fibrosante a carattere progressivo gravata da una prognosi infausta (1). A causa di ciò, l’accuratezza e la precocità della diagnosi sono fondamentali per una corretta scelta terapeutica e per iniziare quanto più precocemente possibile la terapia anti-fibrotica che, sulla base di recenti evidenze può prolungare la sopravvivenza di questi pazienti (2, 3). Negli ultimi anni, il Gold standard per la diagnosi delle interstiziopatie polmonari (ILDs), ed in particolare per la diagnosi di IPF, si è spostato dall’utilizzo della biopsia polmonare chirurgica alla discussione multidisciplinare. Anche l’utilizzo della tac del torace ad alta risoluzione (HRCT) gioca un ruolo centrale nella diagnosi di IPF. Secondo le ultime linee guida ATS/ERS/JRS/ALAT, la diagnosi di IPF può essere eseguita ricorrendo

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