Paola Rogliani1, Andrea S. Melani2 1Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, U.O.C. Malattie Apparato Respiratorio, Dipartimento di Medicina, Policlinico Tor Vergata, Roma, 2UOC Fisiopatologia e Riabilitazione Respiratoria Dipartimento vasi, cuore e torace, Policlinico Le Scotte, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, Siena INTRODUZIONE La terapia inalatoria offre una serie di vantaggi, quali la possibilità di utilizzare piccole dosi di farmaco per raggiungere l’obiettivo desiderato con rapidità di azione e ridotto rischio di eventi avversi per lo scarso assorbimento sistemico (1). Per questi vantaggi l’inalazione di broncodilatatori e cortisonici costituisce il cardine del trattamento delle più frequenti malattie broncopolmonari, l’asma e la BPCO. La storia attraverso cui questi farmaci e gli inalatori sono diventati di uso comune è molto lunga e costituisce l’argomento del presente articolo I FARMACI BRONCODILATATORI I progenitori dei broncodilatatori β-agonisti adrenergici sono l’adrenalina e la noradrenalina, prodotti nel nostro organismo dalla porzione midollare della ghiandola surrenale, ma anche

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