Andrea S. Melani1, Giuseppe Insalaco2 1U.O.S.A. Pneumologia/UTIP, Dipartimento vasi, cuore e torace, Policlinico Le Scotte, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, Siena; 2Innovative Technologies for the Study of Sleep Breathing Disorders, Institute for Biomedical Research and Innovation (IRIB) Italian National Research Council, Palermo INTRODUZIONE La terapia inalatoria (IT) è usata in molte malattie broncopolmonari, fra cui l’asma e la BPCO (1, 2). Un altro approccio terapeutico consolidato specie nell’insufficienza respiratoria acuta ipercapnica richiedente ospedalizzazione è la ventiloterapia non invasiva (NIV, 3, 4). Sebbene spesso NIV sia praticata a cicli intermittenti ed IT possa essere erogata nei momenti in cui la ventilazione è sospesa, può avvenire che i due trattamenti siano praticati contemporaneamente (5). Vedremo come questo approccio, che costituisce l’argomento della presente revisione, è ancora non ben standardizzato e solo in parte esistono chiare raccomandazioni di indirizzo (4). In questo articolo non considereremo IT durante ventiloterapia invasiva (IV) o ossigenoterapia ad alti

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