Giulia Stella1, Manuela Coretti1, Rocco Trisolini2 1SC Pneumologia IRCCS Fondazione Policlinico San Matteo e Università di Pavia; 2SC Pneumologia Interventistica, Policlinico S. Orsola, Bologna L’introduzione nella pratica clinica di strumenti di diagnostica molecolare sempre più sofisticati, l’identificazione di modelli preclinici migliorati applicabili allo sviluppo terapeutico; l’approccio traslazionale e lo sviluppo di terapie antitumorali mirate sul profilo molecolare, piuttosto che citotossiche, hanno consentito un significativo miglioramento delle tecniche di classificazione dei tumori umani ed un adattamento continuo degli schemi terapeutici alle caratteristiche biomolecolari della malattia. In questo ambito rientra lo studio dei rapporti tra le cellule neoplastiche e la risposta immune generata contro di esse (1). L’immunoterapia nel trattamento del cancro è un approccio sicuramente non nuovo. Infatti, già alla fine dell’Ottocento era stata osservata una remissione di una patologia neoplastica in alcuni pazienti a seguito di due attacchi di erisipela causati da infezione acuta da Streptococcus pyogenes (Coley WB. The

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