Mauro Contini, Piergiuseppe Agostoni Centro Cardiologico Monzino IRCCS, Milano INTRODUZIONE La sicurezza dell’utilizzo di farmaci b2 stimolanti per via inalatoria per il controllo delle riacutizzazioni di BPCO nei pazienti che presentino malattie cardiovascolari è oggi argomento di grande attualità. La problematica diventa particolarmente interessante nel contesto dell’associazione tra broncopneumopatia e scompenso cardiaco, sia in relazione alla frequente associazione di queste due patologie (circa il 20-30% dei pazienti con scompenso cardiaco cronico è affetto da BPCO e ugualmente una percentuale variabile tra il 20 e il 30% dei pazienti con BPCO risulta presentare, quando adeguatamente indagato, una compromissione della funzione sistolica ventricolare sinistra), sia in relazione al ben noto peggioramento prognostico che tale associazione comporta. Tra le motivazioni invocate per spiegare la sinergia negativa, in termini prognostici, dell’associazione cardiopatia-pneumopatia non ritroviamo peraltro solo gli effetti negativi che una patologia esercita sulla progressione dell’altra, ma anche aspetti di natura terapeutica. Infatti, in presenza

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